IL POPOLO SILENZIOSO

Roma, 14 aprile. Una data, un anniversario per me importante.

Siamo a –9 dalla partenza; l’eccitazione dei primi momenti è svanita, lasciando il posto ad un qualcosa simile alla paura, all’angoscia. Le cose da fare si rincorrono nella testa senza fermarsi per farsi riconoscere. Ogni cosa sembra distrarmi dall’affannosa ricerca della comprensione e divento nervoso, inspiegabilmente e colpevolmente sgarbato con chi mi è vicino. Poi, piano piano, tutto si placa; ricomincio a riconoscere in me una sorta di equilibrio e comincio a rianalizzare quanto è successo guardandolo con un poco più di distacco e lucidità.

Siamo stati a comperare qualcosa, forse più per entrare nell’idea della partenza che per vero e proprio bisogno; abbiamo comperato qualche gioco per i bambini e la cosa mi ha dato una sensazione molto particolare: mi sono trovato li a dover scegliere fra Winx, Gormiti, Barbie, mostri che si trasformano……un mondo nuovo e per me sconosciuto.

Madonna mia quanto devo imparare ancora!!! Pensavo che tutto si risolvesse con i “percorsi di sostegno”, ma ci vuole ben altro. Beh, l’hanno fatto tutti e che cavolo: imparerò anche questo.

Arrivata questa consapevolezza torno a calmarmi e a riprendere l’analisi dell’accaduto.

Torno al primo testo del blog; leggo i commenti; lo rileggo; manca qualcosa. O forse no, non manca. E’ qualcosa che va detta a freddo. Che va espressa in modo pieno, diretto, solitario, perché non si confonda insieme alle altre emozioni.

E’ ora che in questa storia esca fuori in maniera dirompente a prendersi i premi che merita quello che io definisco “il popolo silenzioso”.

Il popolo silenzioso è quello fatto dalle persone che, fino ad ora, hai tenuto un poco fuori da tutto; padri, madri, fratelli e sorelle, cugini e nipoti: la Famiglia!

Per tanti motivi, è stata tenuta ai bordi di questa storia, perché la cosa è stata pesante da portare a compimento, perché sapevi che non avevi le risposte alle domande che ti avrebbero fatto, le stesse domande che tu volevi fare e per le quali non ricevevi risposta, perché volevi evitare di far capire alle persone a cui tieni di più quanto quello che stavi facendo fosse duro e difficile, quanto, alle volte faceva star male. E tante delle cose accadute lungo il percorso gliele hai taciute e sai che non gliele dirai forse mai, perché adesso è finita, finalmente. Adesso è passata e la gioia dell’attesa deve essere condivisa con tutti.

E poi, sai anche che loro, la Famiglia, ci sono e ci saranno sempre; anche se sei distante, anche se non dici, anche se non condividi le tue ansie e le tue emozioni. Loro sono lì. Sono la terra su cui poggi i piedi. Neanche loro dicono, neanche loro chiedono più di tanto. Ma tu sai che vorrebbero: lo sai dai loro sguardi, dall’abbraccio più insistito del solito, dalla carezza improvvisa e timida che alle volte spunta fuori.

Ora tocca a voi, Famiglia! Scusate le reticenze, i silenzi, le omissioni: sono state fatte solo per amore e per l’immensa fiducia che abbiamo in voi.

GRAZIE, Famiglia! Grazie per esserci sempre stata.

IL POPOLO SILENZIOSOultima modifica: 2008-04-15T16:14:33+02:00da migghiu
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2 pensieri su “IL POPOLO SILENZIOSO

  1. Non vorrei intrufolarmi in questa pagina dedicata alla famiglia, ma non posso che dirti Emilio che sei grande….. Condivido ogni parola di quello che hai detto…. Anche noi a nostro tempo abbiamo tenuto tanto o forse troppo dentro, forse per una sorta di difesa nei confronti dei nostri parenti….o forse per pudore, per non denunciare quanto fosse dura…. Ricordo però ancora la dolcezza, la vicinanza, il tono di voce e le parole di incoraggiamento di mia madre al telefono quando terrorizzata a Kiev aspettavo di conoscere mio figlio… mia madre che tenuta da me a distanza era stata fino a quel momento muta spettatrice degli eventi…
    Una cosa è certa Emilio e Fiorella, non sarete mai soli e potrete contare su una moltitudine di parenti e amici tutti…..
    Vi vogliamo bene tutti.

    Daniela(64) e C.

  2. ecco siete in aeroporto……..ieri vi ho sentiti e l’emozione era tanta. Fiore entusiasta e commossa, Emilio un po’ stranito…..ma va bene così. Mi spiace non essere riuscita a venire a salutarvi ma preferisco venire a prendervi!!!! Sono felice e un po’ stranita anche io; vi auguro tutta la felicità del mondo a voi e ai bimbi. un abbraccio, mille abbracci e un viaggio tutto da scoprire.

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