IL GIORNO PIU’ LUNGO

IL GIORNO PIU’ LUNGO

Araçatuba, 27 aprile 2008

 

Allora, dov’eravamo rimasti……. ? Si! Stavamo avvicinandoci alla partenza.

Se possibile, ci vuole molta, molta più pazienza; sale la tensione, il nervosismo, cala la sopportazione, i giorni prima della partenza sono di 96 ore di 96 minuti.

Poi, siamo all’ultima notte; siamo a cena fuori per gli ultimi saluti. Squilla il cellulare e gli amici cominciano a chiamare e a chiedere ma quasi scusandosi per il disturbo: è che non vorrebbero essere inopportuni ma…. Non ce la fanno a non sentirci.

Disturbo? Ma quale disturbo! È una vera gioia sentirli tutti, sapere che saranno tutti con noi su quell’aereo, sentire che si preoccupano di come stiamo. Già…. Come stiamo? Mancano 12 ore e….non sento più nulla. È tutto ovattato, ho finito i sentimenti, le emozioni; è tutto svanito lasciandomi anche un po’ come svuotato.

Ritrovo un po’ di quel nervosismo la mattina; valige chiuse, macchine caricate, appuntamento al settore B, voli internazionali alle 10-10,15. Arriviamo e il nervoso si trasforma in euforia: guardi i visi di chi è li a salutarti e che vorrebbe partire con te; pensi a chi vorresti avesse potuto essere li ad accompagnarti e che non può più farlo da tanto tempo; altri amici al cellulare, che sembrano essere più emozionati di me.

E’ ora, via, alla dogana destinazione San Paolo del Brasile via Lisbona: comincia il viaggio. Un viaggio lungo, interminabile, faticoso: si comincia a non ,dormire. Pensavo di avere problemi durante il viaggio perché la mancanza di sonno mi da molto fastidio, ma è Fiore che scarica la tensione a bordo sentendosi male subito dopo la partenza da Lisbona e per tutte e 9 le ore di viaggio.

Arriviamo alle 10 di sera del 23 e c’è ad aspettarci un taxi mandato dall’associazione che ci porta in albergo. Arriviamo all’una passata e la mattina dopo alle 9 incontriamo la referente: “Ciao Fiorella,ciao Emilio; aspettate che vi presento altre due coppie da Milano che stamane hanno udienza”. E già, c’erano altre due coppie dell’associazione che sono venute a prendere 3 fratelli. Li abbiamo rivisti la sera, mentre andavamo a prendere l’altro aereo e cercavamo di capire cosa ci sarebbe successo guardando i loro visi e, francamente, quello che abbiamo letto in loro ci ha molto tranquillizzati.

Partiamo da San Paolo alle 22,15 con 2 ore di ritardo (!!); descrizione della partenza: tempo un po’ afoso, nebbiolina sulla pista, ci avviamo a piedi verso l’aereo, un bimotore McDonnell Douglass da un centinaio di posti; praticamente era la scena finale di Casablanca (e credo fortemente che l’aereo fosse proprio lo stesso)

Dopo un’ora e mezza arriviamo e ci aspettano due persone: “Salve ragazzi; domattina alle 9 abbiamo appuntamento in tribunale, cercate di riposare”. Ha detto bene: cercate….

Altra notte in bianco o quasi e alle 8,45 siamo in macchina con Giovanni, nostro interprete e uomo-ovunque, nel senso che ad Araçatuba sembra avere potere su tutto.

Ci accolgono le psicologhe del tribunale che sembrano averci conosciuto da sempre; a noi tremano un po’ le gambe ma a me succede qualcosa di strano: non provo più nulla; emozione, paura, euforia, stanchezza….spariti. Nel colloquio che segue, all’incirca tre quarti d’ora, parlo tranquillamente col mio portoghese stirazzato e sembra che sia più che sufficiente.

“Bene, ora che ne dite di fare entrare i bambini?”

Si affacciano sulla porta, due schizzetti che ci guardano, sorridono e corrono ad abbracciarci. Restiamo li qualche secondo senza poter parlare o fare altro che restare abbracciati. Le signore del tribunale sono li a tranquillizzare i bambini con la loro presenza ma erano visibilmente commosse. Abbiamo dato loro i primi regali (due orsetti che non lasciano mai, una Barbi, delle macchinine), li abbiamo presi per mano e siamo tornati in albergo.

La sorellina, più grande, è quella che si riprende prima, comincia a parlare e a ridere; per il più piccolo è più complicato; è molto emotivo e se c’è un’emozione forte tende a chiudersi, a non parlare e gli si alza anche un po’ la temperatura; poi, piano piano, comincia a sciogliersi. Nella stanza li aspetta la valigia con gli altri giochi e ho visto, per la prima volta, letteralmente “accendersi” gli occhi di due bambini. Una sorpresa continua nello scartare i regali: completino, giochi, libri da leggere, disegni da colorare, matite. Per ogni cosa si guardavano, decidevano di chi dovesse essere e la mettevano nel loro cantuccio.

Abbiamo passato due giorni a studiarci e capirci; sentono molto l’emozione e si stancano facilmente. In quanto a noi, solo oggi siamo riusciti a dormire anzi, non siamo riusciti a svegliarci prima delle 12,30

Oggi sembra la giornata dei test di attaccamento: il piccolo, sempre lui, prova a vedere se può fare un po’ come gli pare e quando lo sgrido (IO CHE SGRIDO UN BAMBINO DI 7 ANNI?!?!?) fa la parte del bambino incompreso e offeso. Abbiamo avuto un paio di scontri con tanto di lacrimoni, ma adesso è qui che dorme “com meu pai” nel lettone.

Ci aspettano giorni lunghi e difficili, MA CHISSENE FREGA!!!!!!!

IL GIORNO PIU’ LUNGOultima modifica: 2008-04-28T03:40:00+02:00da migghiu
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11 pensieri su “IL GIORNO PIU’ LUNGO

  1. sono qui che leggo con l’emozione in gola……….che incontro ragazzi!!!! da manuale. sento la vostra gioia, la vostra stupefatta emozione e mi gongolo nella vostra felicità. sono lì con voi. mi sembra di vedere….come se guardassi un film, un gran bel film. baci, mille… a voi ed ai bambini. tornate presto.

  2. leggerti e leggere queste belle parole che descrivono queste bellissime esperienze che state vivendo mi riempiono di felicita’.
    Vi auguro ogni bene ragazzi che Dio vi accompagni nel vostro cammino noi siamo con voi con la mente e con il cuore.
    Un saluto
    iacopo.giusy,marta,sara

  3. Continua a scrivere di questa esperienza, continua a raccontare per voi, per noi e soprattutto per i vostri figli la splendida avventura della vostra famiglia.
    Vi abbraccio. gabri

  4. Carissimi,
    finalmente racconti di normale difficoltà… siamo contenti io e la Roccia per voi e ci sentiamo anche più motivati per continuare nonostante tutti i nostri anni di attesa siano un peso insopportabile. Tenetevi cari questi giorni faticosi e pieni di emozione. Come un tuffo in mare aperto… e l’ho già detto. Come una sorsata di acqua dopo tanta sete. Grazie per gli interventi sul forum e credetemi non c’è miglior medicina per chi attende che le parole di chi vive in questo momenti i primi momenti della propria adozione
    Penny and the Rock

  5. Carissimi,
    ci avevate fregate ben bene con la descrizione del vostro viaggio tragicomico tra malesseri e aerei d’annata!
    E poi non te l’aspetti e invece eccoli lì, gli “schizzetti” che ci sembra di vederli, non più in posa come nelle foto che avevamo visto, correre ad abbracciare mamma e papà venuti dall’Italia carichi di giochi e tanto amore per loro, proprio loro. Che uno creda in un dio o nel destino, incontrarli è credere che sono proprio loro che volevi e nessun altro, perchè sono loro i vostri figli, da amare, proteggere , guidare e inevitabilmente scontrarsi.
    Ci avete tolto il fiato e fatto piangere (tanto e tu Emilio lo sai bene…..)ma non c’è niete di più emozionante e liberatorio di un pianto di gioia!vi vogliamo bene

  6. Ciao Emilio e Fiorella, è veramente emozionante leggere i vostri racconti,
    sono rimasto senza fiato.
    Un grande abbraccio a voi e ai due “schizzetti”
    Ciao, Pietro Mariagrazia e il piccolo terminator “Pedro”

  7. carissimi Emilio e Fiorella, grazie di condividere con noi questa parte così importante della vita della vostra famiglia, grazie di cuore, perchè sapete quanta “sete” ha chi spera di essere il “prossimo della lista” e ci ristorate con le vostre parole fresche che ci aiutano a continuare ad aspettare.
    un abbraccio con un nodo alla gola per l’emozione.

  8. Carissimi,
    grazie per il condividere con noi il vostro viaggio…. noi vi accompagnamo con tanto affetto… strapazzate di baci e di coccole i due “schizzetti” anche per noi..
    Daniela, Ale e Max

  9. Con difficoltà Marco è riuscito a rigirarci alcune delle vostre foto. Non tutte le riesciamo ad aprire, ma quella in cui siete voi 4 è splendida. Complimenti, tu e Fiorella siete in ottima forma … e i bambini…. bellissimi… bellissimi….
    Un abbraccio virtuale a tutti voi, godetevi la vostra permanenza… e che invidia … anche la piscina…..
    Daniela Ale e Max

  10. ciao Fiorella e Emilio,
    siamo cristina francesco e lorenzo volevamo farvi tantissimi auguri per la vostra famiglia, leggere la vostra testimonianza ci riempie il cuore di gioia.
    Non ho parole per descrivere la gioia in questo momento. Chissa’ si può tornare alla LUPA per festeggiare.
    un bacio
    crisitna francesco e lorenzo

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